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Senigallia: Prossima pubblicazione del manoscritto del vescovo Ridolfi del 1596 PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Agosto 2017 16:39

Senigallia Prossima pubblicazione del manoscritto del vescovo Ridolfi del 1596IL MANOSCRITTO DEL VESCOVO RIDOLFI (1596) IN EDIZIONE LINEARE LATINA E ITALIANA. È appena stato stampato un interessantissimo volume che riporta la Storia della città di Senigallia e della sua diocesi, scritta dal vescovo Pietro Ridolfi nel 1596. L'elegante pubblicazione del testo in lingua latina, comprendente anche un ricco corredo iconografico e le raffigurazioni originali delle singole chiese, è stato curato da Antonio Maddamma, Nino Bucci e Flavio Solazzi, con la presentazione di Ettore Baldetti. Del testo latino si fornisce anche a fianco la traduzione italiana. L'edizione del noto manoscritto del Ridolfi, conservato presso la Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia, permetterà una conoscenza e una più ampia divulgazione dei dati e delle informazioni sullo stato della Chiesa senigalliese alla fine del Cinquecento. L'importante iniziativa editoriale è stata resa possibile grazie alla sensibilità di Mons. Umberto Mattioli, cancelliere emerito della Curia

 
Dall’Italia: Resistenza senza fucile, un nuovo libro da non perdere PDF Stampa E-mail
Lunedì 12 Giugno 2017 16:06

Dall Italia Resistenza senza fucile un nuovo libro da non perdereA più di settant’anni dal 25 aprile la Resistenza è interrogata sulla recezione storica dell’epopea patriottica per le nuove generazioni di italiani che guardano agli eventi dalla foce e non dalla sorgente, come invece accadde ai protagonisti e agli studiosi che ne hanno scritto. Bocca, Fenoglio, Calvino, i “cattolici” Scoppola, Giorgio Vecchio e Guido Formigoni. Lo sforzo è ripercorrere quelle vicende nei quartieri delle città, nelle fabbriche, nelle campagne e nelle parrocchie, e poi nella dura lotta in montagna. E’ in quest’ottica che le voci dei “minori” cessano di essere tali. Esse si ricompongono nel coro di una resistenza civile che chiede di essere indagata nei suoi soggetti e in quelle modalità che costituirono una quotidianità antifascista talvolta ridotta a “zona grigia”. Sono le donne a iniziare i grandi scioperi della primavera del 1943 nelle fabbriche di Sesto San Giovanni e dell’hinterland milanese. Sono i preti degli oratori che in alcuni casi accompagnano, dopo l’8 settembre, i giovani che vogliono sottrarsi alla milizia nella Repubblica di Salò nelle formazioni in montagna. E' un libro scritto dal nostro Presidente Giovanni

 
Ostra: I cospiratori risorgimentali di Montalboddo e Montenovo condannati PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Giugno 2017 16:34

Ostra I cospiratori risorgimentali di Montalboddo e Montenovo condannatiIl noto storico ostrense Giancarlo Barchiesi è un vulcanico scopritore di notizie d’archivio che interessano la storia non solo del suo Comune, ma anche del Comune limitrofo di Ostra Vetere, o Montenovo come si chiamava ancora nelle epoche passate. Ha così rintracciato alcune notizie, che ci invia come “Curiosità”, in una pubblicazione redatta dal cavaliere Achille Gennarelli sulle vicende storiche del Governo Pontificio, raccolte nel volume “Stato Romano. Documenti”, precedute da una esposizione storica e raccolte per decreto del Governo delle Romagne. Il cavaliere Gennarelli era avvocato della Sacra Rota, già Residente di Collegio della Pontificia Accademia Archeologica, decorato della Grande Medaglia d’Oro da Sua Maestà il Re di Prussia, membro del Collegio Filosofico e Filologico, professore di Diplomatica e Paleografia nella Regia Università di Bologna. Un’autentica autorità accademica, quindi. Ed ha rintracciato documenti, lui che era anche avvocato, relativi ai processi penali cui vennero sottoposti i cospiratori durante i moti

 
Ostra: Una ricerca storica di Barchiesi sul moti del Risorgimento PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Giugno 2017 16:41

Ostra Una ricerca storica di Barchiesi sul moti del RisorgimentoIl noto storico ostrense Giancarlo Barchiesi è un vulcanico scopritore di notizie d’archivio che interessano la storia non solo del suo Comune, ma anche del Comune limitrofo di Ostra Vetere, o Montenovo come si chiamava ancora nelle epoche passate. Ha così rintracciato alcune notizie, che ci invia come “Curiosità”, in una pubblicazione redatta dal cavaliere Achille Gennarelli sulle vicende storiche del Governo Pontificio, raccolte nel volume “Stato Romano. Documenti”, precedute da una esposizione storica e raccolte per decreto del Governo delle Romagne. Il cavaliere Gennarelli era avvocato della Sacra Rota, già Residente di Collegio della Pontificia Accademia Archeologica, decorato della Grande Medaglia d’Oro da Sua Maestà il Re di Prussia, membro del Collegio Filosofico e Filologico, professore di Diplomatica e

 
Ostra Vetere: Nuove scoperte archivistiche PDF Stampa E-mail
Martedì 09 Maggio 2017 21:20

Ostra Vetere Nuove scoperte archivisticheCi scrive Maurizio Brunacci, erede della più genuina tradizione familiare, che lo sta portando un tutta Italia (è stato anche a Ostra Vetere e nelle Marche appena un paio di settimane fa) allo scopo di rintracciare notizie sui suoi antenati, fra cui anche, importantissimi, i Brunacci di Montenovo, un ramo estinto nel 1704 con l’ultimo erede superstite, il vicario foraneo don Pietro Paolo Brunacci. E’ stato, quest’ultimo, lo storico più importante di Montenovo: aveva manoscritto tre corposi volumi di Storia Generale e due altri corposi volumi di storia locale: la “Historia d’Ostra e Montenovo”, il primo dedicato alla storia civile del paese e il secondo dedicato alla storia religiosa montenovese. Tutti questi volumi manoscritti si conservano nella nostra Biblioteca Comunale “Giuseppe Tanfani”. Sono talmente importanti per il paese, che all’autore venne intitolata una via della lottizzazione sottostante il convento francescano di Santa Croce, più noto come Santuario Diocesano di San Pasquale Baylon, poiché proprio in quella chiesa era stato sepolto,

 
Ostra Vetere: Una ricerca storica sul terremoto del 1741 PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Maggio 2017 18:19

Ostra Vetere Una ricerca storica sul terremoto del 1741Nelle scorse settimane l’editore Andrea Livi di Fermo ha fatto omaggio al nostro presidente di alcuni volumi editi negli anni recenti, del che lo ringrazia e noi lo ringraziamo con lui, particolarmente. Leggendo il volume, del quale riproduciamo il frontespizio, “Marca / Marche rivista di storia regionale n. 5/2015”, alla pagina 146 e seguenti abbiamo trovato inserito lo studio di Giuseppe Santoni intitolato “Il terremoto del 1741 nel Commissariato di Tomba”. Si tratta di una ricerca dedicata al vecchio Comune di Castel Colonna, che nel Settecento si chiamava ancora Tomba e dipendeva dalla provincia di Pesaro-Urbino con la denominazione di Commissariato di Tomba includente le tre municipalità di Castel Colonna, Ripe e Monterado. Dopo l’Unità d’Italia, con Regio Decreto 22 dicembre 1860 i tre Comuni passarono sotto la Provincia di Ancona rimanendo ciascuno autonomo, fino alla recente nuova fusione nell’unico Comune di Trecastelli dal 1° gennaio 2014, con la soppressione di ogni

 
Castelleone di Suasa: Un nuovo testo di storia Suasana PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Marzo 2017 17:06

Castelleone di Suasa Un nuovo testo di storia SuasanaNel già ricco panorama di volumi storici sul centro collinare suasano si aggiunge ora un nuovo testo edito dalla locale Amministrazione Comunale. «Ad uscire dalle nebbie dei secoli è un altro personaggio della storia del nostro Comune – scrive il sindaco di Castelleone di Suasa Carlo Manfredi – quell’Ortensio Targa di cui tutti abbiamo sentito parlare ma che di fatto nessuno conosceva. A tramandarci la sua memoria era solo l’omonima piazzetta del nostro castello, ma lì tutto finiva. Nient’altro sapevamo di lui, della sua famiglia, della sua vita e delle sue opere. Oggi è finalmente diverso: di lui conosciamo pressoché tutto». Il titolo dell’opera è appunto ORTENSIO TARGA (02.07.1748-16.10.1796) – L’ospedale di Castelleone ed è l’ennesimo lavoro dello storico ostraveterano Renzo Fiorani del Centro di Cultura Popolare che ha già all’attivo diversi altri volumi di storia suasana. «Le ristrettezze di bilancio con cui si trovano a fare i conti tutti i Comuni italiani – prosegue il sindaco Mafredi –

 
Vigevano: L’ANPC e Teresio Olivelli, il samaritano dell’ora più difficile PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2016 16:14

Vigevano L ANPC e Teresio Olivelli il samaritano dell ora più difficile"Teresio Olivelli, il samaritano dell’ora più difficile" di Giorgio Bernardelli su La Stampa. Proprio nei primissimi giorni dell’Anno santo della Misericordia, lo scorso 14 dicembre, papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto sull’eroicità delle virtù di Teresio Olivelli (1916 - 1945), laico lombardo morto nel campo di concentramento di Hersbruck poche settimane prima della fine della guerra. Proprio in occasione di quell’atto - in forza del quale Olivelli è oggi venerabile - molti hanno citato il suo testo più noto, la preghiera del «ribelle per amore», divenuta in quel tempo difficile un vero e proprio manifesto dei cattolici che avevano aderito alla «Resistenza». Ma chi era davvero questo giovane della diocesi di Vigevano? E attraverso quale percorso lui - inizialmente fascista - era arrivato a scrivere quel testo? Una risposta ricca e costantemente in dialogo con il contesto storico di quegli anni la si può leggere nella biografia «Il difensore dei deboli», scritta da Renzo Agasso e Domenico Agasso jr per le Edizioni San Paolo proprio in occasione del

 
Roma: L’ANPC e la presentazione del libro sul Generale Segre PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Giugno 2016 16:21

Roma L ANPC e la presentazione del libro sul Generale SegreE' stato presentato giorno 28 maggio alla Casa della Memoria e della Storia il libro del Colonnello Antonino Zarcone, per molti anni Capo dell’Ufficio Storico dell’Esercito, sulla emblematica figura del Generale Roberto Segre, la cui vicenda personale ricalca quella più nota del Capitano Alfred Dreyfus, sospettato, incriminato e condannato per tradimento perché ebreo e non appartenente alla casta nobiliare dell’allora Stato maggiore francese. Anche il Generale Segre era ebreo, ma nell’Esercito sabaudo e in quello post unitario non esistevano pregiudiziali religiose e la fede di appartenenza non veniva annotata sullo stato di servizio, tanto che uno studio sulla componente israelitica nelle Forze Armate del Regno, numerosa ed estremamente qualificata con oltre il 50% di essa ufficiali con una notevole aliquota di ufficiali di grado elevato,  è stato possibile solo sui documenti delle epurazioni a seguito delle leggi razziali del 1938. Ma  tal punto si è chiesto il

 
Monte San Vito: Dov’era Corbeia Nova? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Giugno 2016 16:44

Monte San Vito Dov era Corbeia Nova?L’Associazione Culturale InterValli di Monte San Vito, nell’ambito delle iniziative estive nel territorio comunale, organizza presso la sua sede in via Matteotti nr. 13 una conferenza di presentazione del libro di Giovanni Carnevale e Domenico Antognozzi “Il Piceno da Carlo Magno a Enrico I”. In particolare, dopo il saluto della Presidente dell’associazione InterValli professoressa Loretta Palonara, e del presidente del Centro Studi San Claudio al Chienti Ing. Alberto Morresi, si potranno ascoltare le interessanti deduzioni cui gli autori sono giunti collocando il territorio della “Corbeia Nova” e della Sassonia nella regione Marche anziché in Germania. Nella nostra Corbeia Nova, in un monastero di Monte San Vito, sarebbe perciò vissuto nel decimo secolo il monaco Widukind, autore del “Rerum Gestarum Saxonicarum”. San Vito è storicamente il patrono dei Sassoni, e molto venerato in tutte le Marche, tanto da essere patrono a Monte San Vito, Recanati,

 
Ostra Vetere: Foveae o fossarili nella piazzetta dell’Abate PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Dicembre 2015 21:19

Ostra Vetere Foveae o fossarili nella piazzetta dell AbateI lavori di ripavimentazione di alcune vie e piazze del paese stanno riportando alla luce interessanti tracce del passato. Come già nell’Ortaccio (piazzetta dei Giardinetti o piazza Lucio Battisti) dove sono state scoperte alcune sepolture e un pozzo, in Piazza Grande (piazza don Minzoni) dove è tornata alla luce l’antica neviera dell’ospedale, anche in piazzetta dell’Abate (piazza Suor Maria Crocifissa Satellico) il sottosuolo ha riservato sorprese. Oltre ad una pavimentazione in cotto di incerta funzione, sono state scoperte due cavità, due Ostra Vetere Foveae o fossarili nella piazzetta dell Abatepozzi di inusuale dimensione, il più grande dei quali interamente mattonato nella circonferenza, entrambi interrati con materiale di risulta. A cosa servivano? La spiegazione ce la fornisce alle pagine 162 e 501 lo splendido corposissimo volume dell’ingegnere Francesco Fiorani intitolato “L’Abbazia di Santa Maria di Piazza” edito dal Centro di Cultura Popolare come 66.mo volume della collana di testi storici, sulla scorta di quanto riferiva lo storico locale don Pietro Paolo Brunacci che, alla fine del Seicento, manoscriveva tutto quello che si sapeva sulla Ostra Vetere Foveae o fossarili nella piazzetta dell Abate“Historia di Ostra e Monte Novo”. E’ lui che ci racconta come, mezzo secolo prima, il 9° Abate don Marco Poccianti, nel demolire e ricostruire la vecchia chiesa di Santa Maria Annunziata o “di Piazza”, rinvenne gli antichi “fossarili” o, in latino, “foveae”, per la conservazione del grano, già rinvenuti alla fine del Quattrocento durante l’ampliamento gotico della chiesa abbaziale ad opera del 1° Abate fiorentino De Cursis dopo il 1485. Ecco quanto scrive l’ingegnere Francesco Fiorani a pagina 501 del suo volume dedicato all’abbazia: “Dalle corpose notizie raccolte e fin Ostra Vetere Foveae o fossarili nella piazzetta dell Abatequi esposte, risulta ben chiara la situazione della stratificazione sul terreno di sedime della nostra chiesa abbaziale: 1) un primo e più profondo strato di macerie potrebbe essere relativo alla primitiva chiesa romanica "corta" a tre navate, che però le memorie e i documenti storici non consentono di affermare con certezza sia mai esistita; 2) il secondo strato è relativo, in parte, alla chiesa romanica assiale trecentesca e, in parte, all'ampliamento gotico quattrocentesco sopra la piazza pubblica e i "fossarili" antichi; 3) il terzo strato è relativo alla ricostruzione barocca seicentesca. 4) sopra tali stratificazioni è stata costruita l'ultima chiesa neogotica”. Da qui l’identificazione dei “fossarili antichi”. Nel Medioevo non esisteva l’Ammasso del grano e per conservarlo venivano scavate delle fosse (fossarili o foveae) nelle pubbliche piazze e nelle quali veniva deposto e conservato il grano dei raccolti dopo la mietitura e la “battitura” (non esistevano a quel tempo nemmeno le trebbie per la trebbiatura e per separare il grano dalla

 
Ostra: Un dono di Natale dalla Libreria Editrice Barchiesi PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Dicembre 2015 16:26

Ostra Un dono di Natale dalla Libreria Editrice BarchiesiIl nostro lettore Giancarlo Barchiesi di Ostra, instancabile ricercatore di notizie storiche della sua città e contitolare della Libreria Editrice Barchiesi di piazza dei Martiri a Ostra, ci fa un singolare dono di Natale, inviandoci una ricerca genealogica su “La storia della Nobile Famiglia Gherardi di Ostra e Senigallia”, che pubblichiamo integralmente: "Un modo diverso per fare gli auguri. La storia della Nobile Famiglia Gherardi di Ostra e Senigallia al centro di un interessante ricerca di Giancarlo Barchiesi. Gherardi – famiglia.  La nobile e facoltosa famiglia Gherardi, di Montalboddo – Ostra ha dato tanti uomini il­lustri alla Città ed è particolarmente legata al Santuario della Madonna della Rosa di Ostra. Infatti diversi componenti della famiglia hanno amministrato il Santuario per oltre 70 anni; la serie si apre con l’abate Don Ludovico Gherardi dal 1686 al 1709, segue l’altro abate Gianfrancesco (Giovanni Francesco) Gherardi dal 1727 al 1768;  infine Don Luigi Gherardi dal 1768 al 1779.  Alla fine del settecento, tale famiglia, ereditando dalle

 
Ostra Vetere: Una monografia storica sull’ordine pubblico e le forze armate a Montenovo-Ostra Vetere PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Dicembre 2015 17:46

Ostra Vetere Una monografia storica sull ordine pubblico e le forze armate a Montenovo Ostra VetereIn occasione della cerimonia di consegna del Premio San Giovannino 2015, che si terrà giovedì 3 dicembre alle ore 14,00 presso la Sala della Pinacoteca nel Museo Civico-Parrocchiale di Ostra Vetere alla presenza di S. E. il Prefetto di Ancona dottor Cannizzaro, la ben nota statuina del santo patrono bambino San Giovanni Battista, celeste protettore del paese, verrà consegnata ai protettori terrestri del paese: i Carabinieri della locale Stazione che esercita il controllo del territorio non solo a Ostra Vetere, ma anche a Barbara e Castelleone di Suasa. Sarà presente anche il Comandante della Compagnia Carabinieri di Senigallia, capitano Cleto Bucci ed altre autorità civili e militari. In quella occasione, come è ormai pluridecennale tradizione, il Centro di Cultura Popolare donerà ai presente, al termine della cerimonia di consegna del Premio, una interessantissima monografia storica, scritta dall’avvocato Chiara Fiorani, che illustra dettagliatamente le vicende legate alla tutela del

 
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Ultimi commenti

  • Ostra Vetere: Circolano strane voci clamorose sul futuro del Comune

    montenovonostro 05.05.2013 12:48
    Cosa sta succedendo in paese? montenovonostro
     
  • Marche: Ma quanto incassa un burocrate in regione?

    scelpo 05.09.2012 15:55
    Per essere di sinistra guadagna più di trenta pensionati sociali messi insieme. Complimenti che ...
     
  • Marche: L’Assemblea legislativa aveva approvato misure di contenimento della spesa

    capra 02.09.2012 21:26
    Ma del Contidino, no?
     
  • Marche: L’Assemblea legislativa aveva approvato misure di contenimento della spesa

    ApiK 01.09.2012 21:30
    Di chi è la colpa se il bove è fuggito?
     
  • Marche: L’Assemblea legislativa aveva approvato misure di contenimento della spesa

    scelpo 31.08.2012 18:13
    Ma non serve chiudere la stalla quando il bove è fuggito.