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Ostra Vetere: Alla ricerca dei Brunacci perduti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Febbraio 2014 19:33

Alla ricerca dei Brunacci perduti  Il Centro di Cultura Popolare di Ostra Vetere segue da tempo gli sviluppi di una interessante ricerca storica sui personaggi montenovesi che hanno dato lustro al paese nei secoli passati. Fra questi, anche i numerosi componenti della antica famiglia nobiliare dei Brunacci (vedi il testo n. 187 di Alberto Fiorani e (postumo) Fabrizio Lipani, “I Brunacci” del 2012 di cui all’immagine), da cui sono usciti uomini d’arme, di lettere, scienziati e storici di prima grandezza. Basta ricordare i nomi del capostipite Antonio seniore (che donò i fondi per la costruzione del convento di Santa Croce) e Giuliano (capitano d’armi), i figli Antonio giuniore e Bernardino, che donarono l’ala del palazzo municipale che si affaccia su piazza Grande, e i nipoti don Pietropaolo (storico locale), Gaudenzio (medico e storico di Venezia), Francesco (astronomo e allievo di Galilei) e Claudio (accademico laureato dell’Accademia dei Rinnovati). Il loro palazzo si conserva ancora in piazza Grande (ora piazza don Minzoni). Purtroppo Montenovo ha perduto questa famiglia dei Brunacci, che si estinse a Montenovo nel Settecento. Ma si conservano altri rami della famiglia di origine fiorentina, un cui discendente, Maurizio di Mentana di Roma, ha creato e alimenta un sito internet dedicato a tutte le famiglie Brunacci sparse nel mondo. E proprio Maurizio Brunacci sta segnalando al Centro di Cultura Popolare i risultati di una interessante ricerca storica sui suoi antenati, che abitavano a Firenze nella contrada di Ponte Asine. Attraverso il sito della Soprintendenza Archivistica di Ancona, sono stati rintracciati documenti della Soprintendenza Archivistica di Pisa che menzionano un podestà di Peccioli a metà del Quattrocento. Non può sfuggire il richiamo alla città di Pisa e del suo territorio, considerato che sono di origine pisana anche le famiglie Poccianti (proprio quelle del Palazzo de’ Pocciantibus) e le famiglie Buti (proprietarie del Palazzo all’Arco dell’Ospedale). Il Centro di Cultura Popolare seguirà con vivo interesse gli sviluppi della ricerca in corso.

Francesco Fiorani

 

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