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Home Gazzetta dj Comunicati Corridonia (MC): Il Professore Enzo Mancini parla della Francia picena
Corridonia (MC): Il Professore Enzo Mancini parla della Francia picena PDF Stampa E-mail
Venerdì 29 Ottobre 2021 18:19

Corridonia (MC): Il Professore Enzo Mancini parla della Francia picenaCon l'alibi di ricordare il santo del giorno il Prof. Enzo Mancini ci parla della Francia picena. Santo del giorno del 26 ottobre 2021: san Folco Scotti. Ne ho scritto esattamente da un anno, ma questo santo mi ritorna alla carica. Scrive di lui il sito “Santodelgiorno.it”: Nato il 1165 a Piacenza, morto il 16 dicembre 1229 a Pavia. Da famiglia di origini irlandesi, non scozzesi, (come può far pensare il nome). Giovane di ingegno vivace, fu mandato a completare i suoi studi di teologia a Parigi, capitale intellettuale dell’Europa cristiana. Per conferma cerco su “it.wikipedia.org”: E’ stato il quarantanovesimo vescovo di Pavia… a vent’anni entrò presso i canonici regolari di sant’Eufemia e andò a studiare teologia alla Sorbona. Resto su wikipedia per il termine Sorbona: Il nome designava in origine il collegio fondato da Robert de Sorbon, cappellano e confessore del re san Luigi, nel 1253, ma il termine Sorbona viene utilizzato anche per indicare, più genericamente, l’antica università di Parigi medievale ( esistita dal XIII secolo fino al 1793). Continuo col nome di Robert de Sorbon: … Iniziò a insegnare intorno al 1253 e nel 1257 fondò il collegio della Sorbona … Successivamente il collegio divenne un importante centro di insegnamento e divenne il nucleo di quella che sarebbe diventata l’Università di Parigi. Concludendo, a chi devo dare retta? Come faceva il giovane Folco a studiare teologia in una università che ancora non c’era? In questa fantomatica sede universitaria ci studiò anche Innocenzo III, prima di diventare papa, pressappoco in quegli stessi anni. Io una spiegazione me la sono data. Quando frate Elia dopo il 4 ottobre 1226 scrive a frate Gregorio da Napoli, ministro dei frati che sono in Francia, per dare la notizia della morte del fondatore dell’ordine, la lettera non valicò le Alpi ma gli Appennini, per arrivare in provincia di Macerata. Era qui che stava il gruppo più numeroso di seguaci del “ poverello di Assisi”, nella “ Terra dei Fioretti”, a quella data. Senza tema di smentite. Ha detto Carlo Bo: “San Francesco è nato ad Assisi ma il Francescanesimo è nato nelle Marche”. Come potevano stare nella Francia attuale, dal momento che nel 1209 da Innocenzo III fu bandita la crociata contro gli Albigesi, che si concluse solo dopo 20 anni, nel 1229? Come mai nessun frate francescano fu preso per cataro e mandato sul rogo? (tanto ci avrebbe pensato il Padre Eterno a riconoscere i suoi). Il “ginepraio inestricabile” della questione francescana  rimarrà tale finché i biografi del patrono d’Italia continueranno a scrivere che nelle Marche san Francesco ci ha messo piede solo per imbarcarsi ad Ancona per la Terrasanta. Mancini Enzo .

 

da Centro Studi San Claudio

 

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