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Dall’Italia: Governo tecnico si, governo tecnico no. Il Quirinale riflette PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Maggio 2018 15:30

Dall’Italia: Governo tecnico si, governo tecnico no. Il Quirinale rifletteComincerà lunedì con ogni probabilità il nuovo giro di consultazioni al Quirinale: tutti i leader saranno sentiti da Mattarella. E stando a quanto sostengono più o meno tutti gli organi di stampa, Mattarella potrebbe aver chiuso alle soluzioni politiche per aprire a un governo istituzionale. Di larghe intese, di tregua, d'emergenza, del presidente, tecnico, o come altro lo si voglia chiamare, si pensa a un esecutivo con a capo una personalità di alto profilo, con caratteristiche adatte a guidare la riscrittura della legge elettorale e seguire le incombenze economiche ed europee. E, soprattutto, di totale fiducia del Colle. A far calare il sipario sui facili entusiasmi di una soluzione a breve dopo l'ultimo mandato esplorativo - che per qualche istante è sembrato addirittura risolutivo - ci ha pensato Matteo Renzi che, in diretta tv, ha sconfessato la linea della direzione PD che, in accordo con Mattarella, favoriva l'avvicinamento con i pentastellati. Stanco del gioco dei veti incrociati, Mattarella richiama tutti al senso di responsabilità e avvia i lavori per rendere "digeribile" ai più un nome di sua fiducia che attiri cioè una maggioranza. Il primo è quella di Alessandro Pajno, presidente di sezione del Consiglio di Stato, amministrativista in diverse università italiane, già sottosegretario con Prodi, e uomo considerato vicino a Mattarella. Altro nome considerato papabile è quello di Sabino Cassese, illustre giurista, che può rispondere alle stesse richieste del Colle. Altri nomi: il presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi e la sua vice, Marta Cartabia. Altra personalità ancora quotata è l'ex ministra della Giustizia, Paola Severino, attuale preside della Luiss. Ma la situazione difficile dei conti economici italiani e la scadenza legata al Def impongono forse un profilo più economico. L'obiettivo è l'approvazione della manovra entro dicembre, scongiurando l'aumento dell'Iva, e gli appuntamenti in sede Ue. Il "governo della tregua" con connotazione economica potrebbe avere il volto di Vincenzo Visco, governatore della Banca d'Italia, o di Tito Boeri. Ma c'è chi spariglia le carte: Luigi Di Maio infatti ha già annunciato che l'Aventino non sarà solo uno slogan: con i suoi 338 eletti si opporrà a qualunque ipotesi di governo istituzionale. "Nessuna ammucchiata contro di noi", ha affermato.

 

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