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Ostra Vetere: Sindaco e assessori sotto inchiesta per abuso d’ufficio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Aprile 2018 21:23

Ostra Vetere Sindaco e assessori sotto inchiesta per abuso d ufficioGià lo scorso Giovedì 05 Aprile 2018 avevamo dovuto dare notizia che il sindaco e assessori di Ostra Vetere sono stati posti sotto inchiesta per abuso d’ufficio fin dallo scorso 28 marzo, come documentava il giornale on-line “Centropagina” intitolato “Abuso d’ufficio per la giunta di Ostra Vetere: indagati sindaco, vice e due assessori” del 28 marzo 2018 a firma della giornalista Marina Verdenelli (http://www.centropagina.it/senigallia/abuso-dufficio-per-la-giunta-di-ostra-vetere-indagati-sindaco-vice-e-due-assessori/), che per correttezza abbiamo riprodotto integralmente nel nostro comunicato intitolato “Ostra Vetere: Emmò? Còmo la mettèssima?” (http://www.ccpo.it/comunita/montenovonostro/43032-ostra-vetere-emmo-como-la-mettessima), nel quale anticipavamo che, come facciamo sempre, ci riservavamo di commentare successivamente la clamorosa notizia. E’ trascorso qualche giorno per far decantare la situazione e oggi ci sentiamo pronti ad affrontare l’argomento per dire subito che questa cosa non fa bene al paese e noi siamo davvero dispiaciuti per questo. Ci dispiace per il paese, quindi. Ma ci dispiace anche per gli amministratori coinvolti nella scabrosa vicenda e anzi auguriamo loro di uscire presto e bene e completamente scagionati. E’ certamente un duro colpo alla credibilità delle persone coinvolte, anche per il capo di imputazione: “abuso d’ufficio”. Non è certo poca cosa essere accusati di aver male esercitato il potere conferito loro dal mandato popolare. Significa che gli inquirenti hanno ipotizzato il reato imputato e spetterà ora alla magistratura arrivare fino in fondo e decidere, infine, se rinviare a giudizio i quattro esponenti di sinistra oppure, come auguriamo loro, di archiviare tutto prosciogliendoli. Non sappiamo quanto tempo impiegherà la magistratura a concludere la procedura, forse anni, come capita spesso, tenendo sospesa la vita loro e quella dei loro familiari. Non ci si riflette mai abbastanza, ma in questo genere di vicende a soffrirne di più sono spesso i familiari, che avvertono più degli interessati il peso del muro di gelo che si alza attorno agli indagati e che chiude e “stritola” anche i familiari. E’ davvero una brutta cosa che solo chi non ha mai provato non riesce nemmeno a immaginare. Sappiamo che la degenerazione della attuale vita politica nazionale e locale non solo non avverta questo dato, ma spesso addirittura ne gode sciacalleggiamente. Quanti avversari politici si ergeranno a giudici implacabili ancora prima che lo facciano i giudici veri. Quanti beffardi insolenti si prenderanno gioco dei malcapitati infangandoli e godendone pure dell’improvvida vicenda. Quanti “soloni” commenteranno malignamente, aggiungendo sempre nuovi e più torvi particolari alla vicenda, fino a spingere i colpiti su un piano scivoloso di abbandono e recriminazione. Non ci vuole molto a intuirlo. E proprio per questo ci piace l’incattivimento della politica come la vediamo praticata in questi anni perversi. Ora dobbiamo fare una considerazione generale, sulla base delle esperienze registrate. E’ stata sempre la sinistra a scatenarsi contro gli avversari, scambiati per nemici da distruggere, e spesso ha approfittato delle singole comunicazioni giudiziarie per imbastire campagne di demonizzazione e di demolizione dei colpiti. Ricordate con quanta veemenza affiggevano manifesti su manifesti che chiedevano a gran voce le dimissioni di Berlusconi? E non bastava la richiesta insistente di dimissioni, perché vi ha poi aggiunta anche la decadenza delle funzioni con un atteggiamento persecutorio che ancora continua. Non abbiamo nessun motivo per difendere il politico Berlusconi, noi non siamo né di destra e né di sinistra. Ma non ci piace l’incattivimento contro l’uomo Berlusconi cinicamente e perfidamente agitato contro di lui dalla sinistra. Non ci piacciono quei manifesti, né ne faremo noi altri simili con scritto “Memè dimettiti”. Anzi. Diciamo fin d’ora che Memè non si deve dimettere. Una comunicazione giudiziaria è uno strumento di democrazia a garanzia della difesa. Non è una condanna. Aspettiamo a vedere come andrà a finire e poi valuteremo la cosa. E anche se la cosa dovesse prendere una brutta piega, si tratterebbe sempre di un primo grado di giudizio, mentre nessuno è colpevole fino al terzo. Anche se non è una bella cosa per il paese sapere che sono il sindaco e assessori sotto inchiesta per abuso d’ufficio.

da montenovonostro

 

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