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Home Comunità montenovonostro Dal centro del mondo: La favola triste di Montenovo abbandonato nel bosco (11)
Dal centro del mondo: La favola triste di Montenovo abbandonato nel bosco (11) PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Aprile 2018 16:00

Dal centro del mondo La favola triste di Montenovo abbandonato nel bosco 11)Dal centro del mondo: la favola triste di Montenovo abbandonato nel bosco. C’era una volta a Montenovo, il paese più bello del mondo, anche il Corpo dei Vigili Urbani. C’era, c’era. Era il tempo della Libertà, dell’Autonomia e della Giustizia. Di quando tutti sapevano di vivere in un Comune libero e autonomo che difendeva giustamente i propri compaesani, sicuri di essere assistiti in ogni evenienza. Infatti aveva due Vigili Urbani. Che bello che era avere due Vigili Urbani efficienti: nessun altro Comune della dimensione di Montenovo nella zona aveva mai avuto ben due Vigili Urbani come ce li aveva Montenovo: uno, il comandante, e un sottoposto con compiti anche di autista del pulmann adibito ai servizi scolastici e ai servizi sociali. Così i Vigili Urbani potevano tenere sotto controllo tutto il paese, non solo il Centro Storico, ma anche tutto il territorio comunale e segnalare immediatamente le disfunzioni alla circolazione stradale e all’efficiente mantenimento delle strade comunali in campagna. Avevano a disposizione anche l’auto di servizio, anche per la notifica degli atti comunali. Il Corpo dei Vigili Urbani era la continuazione di una lunghissima tradizione, che aveva sempre visto in paese l’attenta presenza della “Guardia”. Chi non ricorda “Gino della Guardia” e, prima, suo padre Angiolino “la Guardia”, con i baffi arricciati e la sciabola di ordinanza. La sciabola venne smessa, ma ai vigili urbani venne consegnata la pistola d’ordinanza e inviati in addestramento al Poligono di Tiro. In verità, non c’era bisogno delle armi a quei tempi, perché prima del 1985 il paese è sempre stato tranquillo e fatto solo di montenovesi che si conoscevano tutti. Gente nostra che pensava a lavorare sodo e senza tanti grilli per la testa. Ma i vigili erano armati comunque: hai visto mai! D’altra parte Montenovo per secoli ha sempre avuto una propria forza armata. Già nel Medioevo, appena diventato libero e autonomo Comune, amministrato da gente del posto come l’eroico sindaco Bruno e i suoi 58 eroici amici montenovesi, ha sempre avuto il Corpo delle Guardie. Nel Milleduecento, poco dopo che Montenovo era sorto come libero e autonomo Comune, aveva immediatamente costruito la “Domus Vigilarum”, il Palazzo dei Vigili, o meglio, la “Caserma dei Vigili”. C’è ancora: aveva ed ha quattro piani, altissima per controllare a vista il territorio circostante e soprattutto l’antica Porta di Malichiusi (de Maraclusis) verso il Cassero del Signore (che stava fuori delle mura Duecentesche e dove adesso è Porta Nuova o Arco dell’Ospedale. La Porta di Malichiusi era più sotto, dove adesso è la casa Morbidelli. E fuori da quella Porta stava il Montirozzo, mentre dietro quella porta c’era una piazzetta che era la Piazza d’Armi, subito prima della dipendenza della “Domus Vigilarum” dove stava il fabbro “Capra” che forgiava le armi dei Vigili. La “Domus” era ed è ancora ubicata fra l’antica via Fiorenzuola (ora via Federico Marulli) e la sottostante via Fiorenza, che non ha cambiato nome da quando, ottocento anni fa, vi erano arrivati ad abitare gli immigrati fiorentini che mantenevano contatti millenari con Montenovo attraverso il Montefeltro, la contea poi ducato di Urbino e i suoi Conti, poi Duchi. La “Domus” aveva ed ha tuttora un ampio portale in cotto e la Sala d’Armi all’ingresso, ora tramezzata. E c’erano anche le armi per armare i nostri soldati, oltre che la fucina del fabbro per forgiarle. Si, perché i nostri Vigili di ottocento anni fa avevano anche compiti di difesa, non solo di vigilanza. Ci spiega tutto il bellissimo volume di storia paesana scritto dall’Avvocato Chiara Fiorani intitolato “Ordine Pubblico e Pubblica Sicurezza a Montenovo-Ostra Vetere” edito come volume numero 242 della collana dei testi del Centro di Cultura Popolare e che alleghiamo in formato PDF in coda a questo comunicato affinchè tutti possano leggerlo al computer. Anzi, oltre a leggerlo, invitiamo tutti a copiarlo e a inviarlo a familiari, amici e conoscenti affinchè anche loro possano sapere perché Montenovo era un libero e autonomo Comune, perché aveva addirittura un proprio esercito e perché aveva costruito anche la “Domus Vigilarum”. E anche perché arruolava e armava ben cento Vigili compaesani tutti gli anni per la rassegna armata in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista il 24 giugno di ogni anno, come disponeva tassativamente lo Statuto Municipale, cioè la raccolta delle leggi che il libero e autonomo Stato di Montenovo per secoli si è dato e ha fatto rispettare per garantire l’ordine pubblico e la pubblica sicurezza in paese. Per questo aveva mantenuto per secoli il Corpo dei Vigili Urbani. I Vigili Urbani difendevano il Comune e per questo erano custodi del Gonfalone comunale e lo portavano in corteo nelle manifestazioni ufficiali. Ma poi, dal 1985, arrivò a malamministrare la sinistra. E da allora tutte le cose belle non ci sono più e non c’è più nemmeno il Corpo dei Vigili Urbani. Prima l’amministrazione di sinistra ha firmato accordi con i Comuni vicini per un servizio congiunto di vigilanza. Poi ha lasciato andare in pensione i Vigili Urbani senza sostituirli. Quindi ha lasciato andare in disservizio addirittura le telecamere di videosorveglianza installate più che provvidamente durante un intervallo positivo tra amministrazioni rosse. Infine ha spostato ad altri servizi civili l’ultimo erede della tradizione di vigilanza e oggi a Montenovo non ci sono più né Vigili Urbani e nemmeno la videosorveglianza. A volte sì, e quasi sempre no, arriva qualche vigile da fuori paese a “pescare” qualcuno in fallo per alleggerirgli il portafoglio con qualche salata multa d’autovelox e subito se ne parte soddisfatto, lasciando il paese senza vigilanza. Certo è che un tempo Montenovo aveva un Corpo dei Vigili Urbani e adesso il Corpo dei Vigili Urbani non c’è più. Niente, non c’è più niente. Sfasciato. Tutto finito e adesso è il tempo dei rimpianti. Perché? Perché la sinistra deformatica e sfascista ha sfasciato tutto quello che ha trovato di buono. E’ successo dopo il 1985, più di trent’anni fa, e ha subito incominciato forsennatamente a revocare, a cambiare, a modificare, a sfasciare, anche se prometteva “razionalizzazioni”, “miglioramenti”, “sviluppo” e “cambiamenti”. E infatti ha cambiato tutto. In peggio. Ma con tante parole. Troppe. E dopo tutte quelle parole inutili e menzognere, i fatti hanno dimostrato tutta un’altra cosa: con tante chiacchiere e bugie, il Corpo dei Vigili Urbani non c’è più. E non c’è più nemmeno la possibilità per tutti i compaesani di sentirsi protetti e difesi in paese, proprio ora che, con l’arrivo di tanti forestieri e stranieri che nemmeno conosciamo più, la delinquenza è aumentata, sono aumentati i furti notturni e lo spaccio di droga, mentre nessuno controlla più la circolazione stradale e le scorribande notturne di rumorosi motocicli rombanti o, peggio, le più che silenziose incursioni di ladri nelle case dei compaesani. Perché? Ma perché la sinistra deformatica e sfascista fa così: promette fantasmagoriche mirabilie, ma combina un disastro dietro l’altro e lascia solo ruderi, perchè non sa amministrare, né ha rispetto per le necessità civili del paese e tantomeno per i diritti di tutti i compaesani. Un’altra prova che Montenovo aveva tutto e la sinistra deformatica e sfascista non ha lasciato più niente. Chi è il responsabile di simile disastro politico, istituzionale, amministrativo, civile e sociale? Su, ce lo dica il sindaco: chi ha fatto tutto questo disastro in trent'anni, eh? “C’era una volta Montenovo, il paese più bello del mondo, e c’era anche il Corpo dei Vigili Urbani. C’era, al tempo della Libertà, dell’Autonomia e della Giustizia. C’era, c’era … ma poi … è arrivato l’Omonèro e s’è mangiato il mondo intero”. E così è finita la favola triste di Montenovo abbandonato nel bosco (11).

 

 

da montenovonostro

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