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Ostra Vetere: Con la speranza che serva a smuovere chi deve PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Luglio 2017 23:06

Ostra Vetere Con la speranza che serva a smuovere chi deveLeggiamo stupefatti e indignati la protervia ideologica della sinistra maggioranza PD che governa la Giunta della Regione Marche e che ha deciso l’indecente riparto dei fondi cumulati con gli sms (tradotto dall’acrostico anglofono tanto di moda in questi tempi calamitosi: versamenti per beneficenza attraverso i telefonini cellulari) dei tanti offerenti, convinti di contribuire a risollevare le terribili condizioni di vita in cui sono crollate (è purtroppo il caso di dirlo non solo eufemisticamente) le popolazioni sopravvissute delle zone terremotate dell’entroterra marchigiano a causa dei continui terremoti succeduti dal 24 agosto dell’anno passato. La sollecitudine benemerente di tanti italiani che hanno contribuito con i versamenti telefonici ha cumulato l’ingente somma di ben 17 milioni di euro. Una cifra enorme, che dimostra il buon cuore dell’italianità generosa e che dovrebbe integrare i ben più consistenti e dovuti finanziamenti pubblici, statali e regionali, che invece tardano ad arrivare per la ricostruzione dei tanti paesi totalmente distrutti dagli eventi sismici, e che ancora si susseguono a ritmo incalzante. L’insipienza della politica nazionale e regionale, subito pronta a riesumare presunte deficienze passate per il terremoto de L’Aquila di alcuni anni fa, solo perché allora c’era un governo odiato da chi ora comanda, è stata smascherata dal fallimento catastrofico degli interventi attuali, che non riescono ancora nemmeno a far portar via montagne di macerie, né a installare un numero minimo di casette per i terremotati a quasi un anno dall’inizio della tragedia. A questa presuntuosa insolenza e offensiva insipienza dell’attuale dirigenza politica, incapace di dare avvio non solo alla copertura dell’emergenza con l’installazione delle aree attrezzate per le casette, tantomeno a dare inizio ai lavori di ricostruzione, si aggiunge ora l’ennesimo insulto da parte di una classe politica incapace e irresponsabile. Nei giorni scorsi la Giunta Regionale a guida PD ha proposto di destinare un terzo di quelle donazioni spontanee non alla ricostruzione, né all’emergenza, né alla protezione civile. Niente di tutto questo. Bensì ai sollazzi ludici dei cicloamatori nostrani prevedendo di finanziare, con ben 5 milioni e mezzo di quelle donazioni, una pista ciclabile “mare-monti” da Civitanova Marche a Sarnano nel maceratese. Immediatamente si sono alzate le più vive proteste da parte del senatore Remigio Ceroni di Forza Italia e dell’onorevole senigalliese Beatrice Brignone di Possibile (il movimento politico dell’onorevole Civati scissionario del PD), oltre che di tanti altri fra cui noi di “montenovonostro”, mentre l’assessore regionale PD Angelo Sciapichetti, con deleghe alla “valorizzazione dei beni ambientali, fonti rinnovabili, rifiuti, green economy, parchi e riserve naturali, risorse idriche, tutela del paesaggio, difesa del suolo e della costa, protezione civile, produzione e distribuzione dell'energia, politiche per la montagna e le aree interne, trasporti e reti regionali di trasporto” (e chi più ne ha più ne metta) è andato imperterrito a farsi intervistare da TV Centro Marche sommerso dalle critiche e dagli sfottò degli spettatori, eppure ostinato (come sempre fanno i compagni quando hanno da eseguire un ordine perentorio di partito) a difendere la sua scelta che, per sola buona educazione, ci limitiamo a definire quantomeno infelice, mentre ci sarebbero almeno cento altri aggettivi ben più pertinenti per definirla come si dovrebbe. E poiché la reazione dell’opinione pubblica è stata davvero impressionante, con gente che chiedeva indietro i soldi versati e i sindaci che protestavano vigorosamente, il ben più furbo (o meno “sciapo” come si direbbe in dialetto con un termine che costituisce la radice semantica, e poi addirittura diminutiva, del cognome del suo improvvido assessore) il presidente PD della Giunta Regionale Luca Ceriscioli ha fermato tutto. “Controdine compagni”, la pista ciclabile non si fa più. I soldi verranno destinati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto. Ed è l’ulteriore prova che solo gli “sberloni” elettorali, o la paura che possano arrivare presto, induce il Partito Deformatico a rinsavire e a smetterla di sfasciare anche le cose belle. Ecco che un momento bello di generosità altruistica di tanti italiani stava per essere cassato, nonostante l’evidenza della catastrofe sismica e delle necessità vere conseguenti, dai soliti sinistri deformatori. Che sono sempre presuntuosamente iper-critici con gli altri e sempre mellifluamente accondiscendenti con i propri “campioni”. Ricordate? Ricordate le stupefacenti esternazioni di altri “campioni” del PD, come la rossissima “ministra” Fedeli laureata a sua insaputa e all’insaputa della storia d’Italia, o l’onorevole Moretti in vacanza indiana all’insaputa dei medici che le curavano la malattia che pensano avesse, l’onorevole Giachetti che turpiloquiava contro l’ex capogruppo Speranza all’insaputa della buona educazione e, dulcis in fundo, il grosso e rubizzo ministro Paoletti cui stanno sullo stomaco (e c’è posto per molti, in verità) i 100mila giovani emigrati che non vuole più ritrovarsi fra i piedi all’insaputa di ogni regola di rispetto dovuto al grande esempio di sacrificio del lavoro italiano all’estero, dove tanti e troppi giovani se ne sono dovuti andare a cercare quel lavoro che in Italia viene ormai riservato agli immigrati irregolari e clandestini. Di simile copioso assortimento ci delizia ormai (ma mica tanto) il talora arcigno e talaltra gongoloso PD. Quello stesso PD che, tornando al terremoto che ci riguarda, sostiene ciecamente e mutamente (a proposito, perché non prende mai posizione pubblica, neppure di fronte alle cose grosse come la definitiva chiusura dell’Ospedale e della RSA?) l’amministrazione comunale che purtroppo abbiamo e che anch’essa pensa alle piste ciclabili manomettendo il vecchio campo sportivo, sebbene quello stesso avrebbe voluto destinarlo a tendopoli in caso di calamità (sempre che prima non l’abbia venduto a qualche impresario voglioso di edificarci su), ma ben guardandosi dal pubblicare quel tanto laudato “piano ben preciso per le emergenze” che prevede simile utilizzabilità ma che è, però, invisibile a tutti, nonostante tutte le nostre richieste e le messe in mora, che reiteriamo al sindaco e al segretario comunale dotato di potere sostitutivo, con il presente comunicato, anche ai sensi dell’art. 328 c.p.. Promettiamo che se l’anno prossimo i nostri compaesani, stufi di simile modo di amministrare, anzi, di disamministrare, vorranno finalmente cambiare e affidarci la guida del Comune, aggiorneremo immediatamente un piano idoneo e lo pubblicheremo subito sul sito ufficiale internet, affinchè tutti lo possano conoscere bene e suggerirci miglioramenti. Nel frattempo pubblichiamo una nuova foto dei danni provocati anche da noi a seguito del terribile terremoto di Senigallia del 1930. Sono evidenziate le chiavarde di serraggio dei tiranti in acciaio infissi tra le pareti perimetrali dei palazzi antichi dei centro storico di Montenovo per assicurarne la stabilità. Con la speranza che serva a smuovere chi deve.

 

da montenovonostro

 

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    Ma non serve chiudere la stalla quando il bove è fuggito.