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Home Comunità montenovonostro Ostra Vetere: Altro che le pubbliche lungaggini sfasciste odierne
Ostra Vetere: Altro che le pubbliche lungaggini sfasciste odierne PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 22:39

Ostra Vetere Altro che le pubbliche lungaggini sfasciste odierneNon si può stare nemmeno un giorno in pace. Anche oggi il terremoto ha “sgrullato” l’Italia Centrale. E stavolta è tornato addirittura all’Aquila, dopo quello che ha combinato una decina di anni fa. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 è stata registrata alle 14.15 in provincia dell'Aquila. Il sisma, secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è avvenuto a una profondità di 13 km. I comuni più vicini all'epicentro sono Pizzoli, Barete e Capitignano. La scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione in diverse zone de L'Aquila capoluogo, nonché nel Teramano e addirittura a Pescara. Alle 14:17 è stata registrata una seconda scossa, questa di magnitudo 2.9, con epicentro a nord est di Pizzoli e profondità 11 km. Intanto a Grisciano, una delle frazioni di Accumoli (Rieti) colpite dal sisma della scorsa estate, riapre i battenti lo storico negozio di alimentari 'Agata' il cui punto vendita era crollato la notte del 24 agosto 2016. Il nuovo punto vendita, ospitato in una struttura in acciaio, con pareti e solai in biomattoni di canapa e calce e rivestimenti in sughero, completamente arredato, è stato allestito grazie alle donazioni di aziende, privati, associazioni e con il sostegno della Diocesi di Rieti e della Confederazione nazionale dell'artigianato e della Pmi (Cna). L'inaugurazione del nuovo negozio ci sarà lunedì 12 giugno alle 11.30. E non è l’unica buona notizia della giornata, perché se ne giunge anche un’altra: una nuova lavanderia mobile, la prima in Italia, dotata di lavatrici e asciugatrici, capace di raggiungere anche le zone più isolate, è il frutto della collaborazione tra Whirlpool Corporation e Croce Rossa Italiana. Presentata stamattina nella sede della CRI, la lavanderia mobile è stata messa a disposizione della Croce Rossa del Lazio che in una prima fase la utilizzerà per fornire supporto alle comunità delle frazioni rurali più colpite dal sisma. Successivamente, sarà impiegata per le persone senza dimora del Lazio. L'iniziativa è stata realizzata grazie a una donazione complessiva di Whirlpool in favore di CRI di 170.000 euro, raccolti con il contributo dei dipendenti Whirlpool in Italia che hanno aderito all'invito dell'azienda e donato parte del proprio salario a sostegno delle attività della CRI. I fondi così raccolti, 85.000 euro, sono stati raddoppiati dall'azienda. Ma oltre alle due belle notizie, ci sono purtroppo anche quelle meno belle. Infatti soltanto "La prossima settimana cominceranno i lavori per la realizzazione delle casette da assegnare agli sfollati del sisma di Preci": lo annuncia il sindaco del piccolo comune della Valnerina, Pietro Bellini. "I lavori sono stati affidati e la ditta incaricata di costruire il primo lotto e tra martedì e mercoledì dovrebbero cominciare gli scavi per l'installazione delle Sae", aggiunge Bellini. A Preci occorrono circa 50 Soluzioni abitative di emergenza: "le prime urbanizzazioni - spiega Bellini - riguarderanno il lotto da 35 alloggi, per poi proseguire con le altre 15". Verranno costruite a Preci capoluogo e nelle frazioni di Castelvecchio, di Corone e Piedivalle. La consegna è prevista entro l'estate, al pari di tutte le altre casette che dovranno essere costruite a Norcia e Cascia. Cioè, mentre le iniziative private e di solidarietà sono già operative, per quelle dello Stato bisognerà attendere ancora mesi. E non è un bel segno, dopo le boriose dichiarazioni efficientiste di dieci mesi fa, regolarmente smentite dai fatti. Pare di rivivere la stessa esperienza locale da noi. Anche qui i sinistri amministratori boriosamente assicuravano l’esistenza di un “piano ben preciso per le emergenze” che ancora non si vede, mentre dobbiamo risollecitarne la pubblicazione all’inerte amministrazione comunale che purtroppo abbiamo, ricordando che il terremoto può tornare, come oggi all’Aquila, anche da noi come quello di Senigallia del 1930, che fece danni terribili anche da noi. E lo dimostra la serie di vecchie fotografie che andiamo pubblicando, cui ne aggiungiamo un’altra oggi: è un panorama del 1932 con il campanile ancora mozzato, mentre si sta costruendo la torre del Littorio, ancora priva dell’altissimo pennone sormontato dall’aquila fascista, inaugurata poco dopo. Altro che le pubbliche lungaggini sfasciste odierne.

da montenovonostro

 

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