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Amatrice: Giustizia ai terremotati PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Agosto 2016 16:19

Amatrice Giustizia ai terremotatiIl dramma sconvolgente del terremoto che ha colpito tre Regioni del centritalia è nel cuore degli italiani. Non nel cuore di certa politica arruffona, che sfrutta anche il dramma della morte per accampare meriti propri e demonizzare demeriti altrui, continuando così ad alimentare divisioni e contrasti, mentre occorre collaborazione e unità di intenti. C’è già la grancassa della sinistra che batte imperterrita il tasto delle “buone scelte” (come batteva quello della “buona amministrazione”, delle “buone pratiche” e della “buona scuola” perché per la sinistra tutto quello che fa è “buono” e basta, anche se buono non è, come i fatti hanno dimostrato e dimostrano) a proposito degli attuali interventi nelle zone terremotate, impietosamente messe a confronto con il “modello L’Aquila” che, per definizione, “è sbagliato” senza remissioni. Simili giudizi trancianti e faziosi, motivati solo da bieca e invereconda strumentalizzazione di parte, non corrispondono a verità, se non altro nelle proporzioni dei due casi di pronto intervento. Nel reatino oggi sono operativi più di 6.000 uomini di tanti corpi militari e civili di protezione civile per assistere 2.300 terremotati. A L’Aquila sette anni fa lo stesso contingente di soccorso ha dovuto fronteggiare una emergenza che aveva sbattuto in piazza 100.000 terremotati. 2.300 contro 100.000 danno la proporzione degli eventi, che osservatori attenti ed imparziali non possono non tenere nel giusto conto. Solo questa pessima e perfida classe politica riesce a fare simili discriminazioni pregiudiziali. Vedremo come faranno ora. Intanto il “rampantismo avanguardista” ha fatto un’altra vittima: la dignità dei morti e dei familiari, giungendo al prelievo forzato delle salme dai paesi distrutti per trasferirle ai funerali di stato nel capoluogo in cui far convergere, al sicuro, la “passerella” dei politici in gramaglie di circostanza. E’ stato troppo ed è giustamente scoppiata la protesta dei familiari, che ha preteso la restituzione delle salme ai luoghi di provenienza, con la conseguente figuraccia governativa che poteva essere evitata con un briciolo di sensibilità politica, che evidentemente non c’è. Anche questo è un problema di giustizia. Per i morti e per i familiari. Poi se ne aprirà un altro, di problema di giustizia. Quello delle responsabilità, perché non può farla franca chi è responsabile dei crolli di immobili appena ristrutturati secondo modalità antisismiche e sono invece crollati fin dalla prima scossa portando morte e distruzione. Indagherà la magistratura, che ha già aperto numerosi fascicoli, ma giustizia è giustizia e chi ha sbagliato deve pagare, per fare giustizia ai terremotati.

da montenovonostro

 

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