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Dall’Italia: Verminaio giudiziario. Terremoto alla procura di Milano: indagato il pm Francesco Greco PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Luglio 2021 17:00

Dall’Italia: Verminaio giudiziario. Terremoto alla procura di Milano: indagato il pm Francesco GrecoIl Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco è stato iscritto nel registro degli indagati a Brescia per avere ritardato l'apertura dell'inchiesta dopo le dichiarazioni dell'avvocato Pietro Amara nel dicembre 2019 sulla "loggia Ungheria", la loggia massonica scoperta dopo lo "scandalo Palamara" e che avrebbe condizionato l'uso della giustizia italiana. La Procura parla di atto dovuto nei confronti di Francesco Greco, che fa seguito alle denunce del pubblico ministero Paolo Storari ai magistrati bresciani. Storari nelle settimane scorse aveva riferito agli inquirenti bresciani di avere chiesto al capo della Procura di indagare sulla presunta associazione massonica occulta. Lui stesso è indagato dalla procura di Brescia con l'accusa di aver rivelato segreti d'ufficio. Amara aveva reso dichiarazioni al procuratore aggiunto Laura Pedio e al pubblico ministero Paolo Storari nell'ambito dell'indagine sul "complotto Eni". Dopo le rivelazioni dell'avvocato Amara, Storari aveva chiesto a Francesco Greco e Laura Pedio di avviare nel più breve tempo possibile un'indagine sulla loggia massonica Ungheria. Ma i due pubblici ministeri avrebbero dato seguito alle richieste di Storari solo cinque mesi dopo, nel maggio del 2020. Un mese prima, il pubblico ministero Paolo Storari avrebbe portato manualmente i verbali, trascritti su un foglio Word e mancanti di firma all'ex pubblico ministero Piercamillo Davigo. Non era un comportamento ligio ai doveri del protocollo, quello di Storari, che si è poi difeso sostenendo di aver agito in questo modo come forma di auto-tutela a fronte del ritardo dei pubblici ministeri circa le iscrizioni nel registro degli indagati delle dichiarazioni di Pietro Amara. Storari voleva agire tempestivamente per trovare riscontri sulle parole dell'avvocato. A sua volta, pare che Piercamillo Davigo, in tempi e modi diversi, abbia fatto cenno di quanto spiegatogli da Storari, almeno con il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini e con altri due membri del CSM.

da giustiziagiusta

 

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