Centro_Cultura_Popolare.jpg

Login

Chi è online

 467 visitatori online

Utenti registrati Online

No
Home Centro Cultura Popolare Santo del Giorno Santo del giorno 4 agosto San Rainerio (Raniero) di Cagli vescovo
Santo del giorno 4 agosto San Rainerio (Raniero) di Cagli vescovo PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Agosto 2023 00:00

Santo del giorno 4 agosto San Rainerio (Raniero) di Cagli vescovoSan Rainerio (Raniero) di Cagli nacque circa il 1110 e fu monaco camaldolese di Fonte Avellana, luogo del fervore religioso introdotto da San Pier Damiani priore del monastero dal 1043 al 1057. Qui Rainerio condusse una vita eremitica dedicata alla preghiera, alla contemplazione e alla penitenza, ma anche allo studio; in questo periodo divenne grande e stimato amico del più anziano Sant'Ubaldo, vescovo di Gubbio dal 1129, di cui fornì importanti notizie per la stesura della sua biografia Vita b. Ubaldi. Rainerio fu chiamato nel 1156 a ricoprire la cattedra episcopale della Diocesi di Cagli dove esercitò il ministero pastorale per quasi 20 anni. Nel 1160, avvenne la morte del vescovo di Gubbio Ubaldo e Rainerio ne celebrò il solenne pontificale funebre. Da qui nascerebbe la tradizione orale che a presiedere le esequie dei vescovi di Gubbio siano i presuli di Cagli. Intanto a Cagli, a partire del 1170, le lotte tra Guelfi e Ghibellini erano molto aspre: la città, ghibellina, era fedele all'Imperatore e si trovò in forte contrasto con il vescovo Rainerio. Allo stesso tempo a Spalato era mancato da poco l'arcivescovo Gerardo da Verona e prelati e popolo avevano inviato al Pontefice una missione per chiedergli l'elezione diretta di un successore. Il papa Alessandro III pensò di inviare il monaco vescovo Rainerio in Dalmazia a ricoprire la carica vacante di Arcivescovo di Spalato. Questa era la metropolia principale di tutta la costa dalmata, e pertanto il suo arcivescovo aveva diritto al conferimento del pallio che egli ricevette direttamente da Alessandro III. Nel periodo che il Rainiero fu a capo della diocesi la città era sotto il dominio politico dell'Imperatore Bizantino Manuele I Comneno e al suo interno erano presenti due civiltà in contrasto tra loro: la romano-bizantina e la barbarica cristianizzata. Proprio gli scontri tra queste due fazioni videro protagonista Rainerio. Nel 1176 si ha notizia di una sua sentenza di rivendicazione in favore del monastero di San Pietro de Gomai per la proprietà di alcuni beni il cui possesso veniva ingiustamente contestato da alcuni slavi e latini. Nel 1177 accompagnò il Papa Alessandro III da Lissa fino a Zara, durante il suo viaggio per riappacificarsi a Venezia con Federico Barbarossa. Nel 1178 Rainerio è tra i firmatari degli Atti del Concilio Lateranense III indetto dal Pontefice per far fronte ai mali della Chiesa. Negli anni del suo mandato si adoperò varie volte per risolvere i contrasti interni alla sua diocesi riguardanti questioni di diritti e interessi materiali ecclesiastici, ricorrendo varie volte anche all'intercessione del Papa. Sul finire dei suoi anni, l'arcivescovo si recò a Costantinopoli per rendere omaggio all'imperatore Emanuele Comneno. Fu durante questa visita che quest'ultimo donò a Rainerio vari oggetti preziosi, tra cui lo stendardo ricamato in oro con l'effigie di San Michele Arcangelo e quella dell'Imperatore che secondo alcuni studiosi andò a far parte successivamente del tesoro del monastero di Santa Croce di Fonte Avellana. Il martirio si colloca nel giorno 4 agosto 1180, quando, incurante delle minacce dei suoi carnefici, venne lapidato a Serengene da alcuni componenti di una tribù Croata a seguito del suo fermo intervento, in sostituzione della debole autorità imperiale, per imporre la restituzione delle terre appartenenti alla Chiesa di Spalato usurpate da questi. La leggenda narra di fatti miracolosi relativi al martirio: l'impronta delle ginocchia del santo rimase impressa sulla pietra nel punto in cui cadde e sul luogo macchiato di sangue zampillò una fonte. Il corpo del Santo fu riportato a Spalato e tumulato nella chiesa di San Benedetto fuori le mura, che in seguito prese il nome di San Rainerio. Nel XVII secolo, per scongiurare i pericoli derivanti dalle incursioni turche, il sepolcro venne temporaneamente trasferito a Santa Maria de Taurelis, per ritornare nel luogo originario soltanto nel 1676. Alcune cronache narrano che durante la traslazione una colomba sarebbe volata sul feretro di San Rainerio. Le reliquie del Santo, poste entro un elaborato busto reliquiario in argento dorato, oggi si trovano conservate nel tesoro della Cattedrale di Spalato. Il pontefice Paolo V,nel 1613, concedeva l'indulgenza di un settennio a chi visitava la chiesa dov'era conservato il corpo dell'arcivescovo Rainerio nel giorno della festa. In precedenza Sisto V aveva fatto dipingere l'immagine dello stesso arcivescovo, con sotto scritto il titolo di santo, nel collegio Illirico di San Girolamo a Roma. Il culto fu riconosciuto infine da Alessandro VIII nel 1690 che lo dichiarò compatrono dell'archidiocesi di Spalato insieme a San Domnio per aver difeso i diritti sui beni materiali della Chiesa con eroico sacrificio della vita e sprezzo del pericolo, e fu esteso a Cagli il 9 febbraio del 1819. Il 2 agosto 1981, durante la Santa Messa presieduta dal card. Pietro Palazzini nella Cattedrale di Cagli, il vescovo di Cagli e Pergola Costanzo Micci alla presenza dell'arcivescovo di Spalato mons. Frane Franic, ha proclamato San Rainerio compatrono della città di Cagli e della diocesi.

estratto da: http://www.santiebeati.it

da Centro Cultura Popolare