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Home Centro Cultura Popolare Comunicati Ostra Vetere: Vigilia della Festa del Patrono San Giovanni Battista nato il 24 giugno 0004 a.C.
Ostra Vetere: Vigilia della Festa del Patrono San Giovanni Battista nato il 24 giugno 0004 a.C. PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Giugno 2023 18:40

Ostra Vetere: Vigilia della Festa del Patrono San Giovanni Battista nato il 24 giugno 0004 a.C.Domani è la festa del patrono del paese, san Giovanni Battista, e quindi oggi è la vigilia. Già quasi trent'anni fa, al patrono cittadino il Centro di Cultura Popolare aveva dedicato un volumetto, il 19.mo della collana di testi, di Alberto Fiorani, intitolato appunto "Il patrono san Giovanni Battista", edito il 24 giugno 1988 e del quale è stato necessario ristamparne una seconda edizione nel novembre del 2001, una terza a giugno 2005 e infine una quarta nel gennaio 2012, poichè le copie stampate sono andate presto esaurite. L'idea di quella monografia era venuta tempo fa, nell'ambito dei programmi di promozione culturale elaborati per l'attuazione degli scopi istituzionali dal Centro di Cultura Popolare. D'altra parte i motivi di fondo dell'avvertibile esigenza della riscoperta dei valori ideali, culturali, religiosi, civili, storici e artistici legati al culto del santo patrono san Giovanni Battista sono tutti ben presenti nella opinione pubblica locale. Prova ne è non solo l'alto numero di concittadini che si chiamano con lo stesso nome del patrono Giovanni, dei suoi diminutivi, derivati, composti (come Gianni, Giovannino, Giannino, Giancarlo, Gianfranco, Gianluca, Giampiero, Giammarco) e i corrispondenti femminili, ma anche e soprattutto il notevole interesse civile e culturale per la rivalutazione della festività patronale avvertito dalla popolazione. Copie del volume sono ancora disponibili gratuitamente per quanti vorranno farne richiesta.

da Centro Cultura Popolare

Ostra Vetere: L’acqua d'odore e la guazza di San Giovanni

La vigilia di San Giovanni, nella tradizione culturale popolare, è ricca di credenze e superstizioni, tutte elencate nel volume 19 della collana di testi del Centro di Cultura Popolare. Il culto ufficiale al santo patrono, convinto e radicato per secoli nella tradizione religiosa della popolazione, ha infatti trovato un contrappunto nella nascita, sviluppo e persistenza di numerose credenze e superstizioni popolari, legate sia alla celebrazione della vigilia, che della festa, che soprattutto della notte fra il 23  e il 24 giugno. Il giorno della vigilia era dedicato per tradizione alla raccolta di varie specie di erbe odorose o simboliche, fra cui la mortella, lo spighetto, l'erba dell'invidia, il timo, la spiga di grano, la cedrina, il rosmarino, lo spicchio d'aglio, le foglie di noce, d'alloro e di quercia, qualche rosa. Messe in infusione per tutta la notte, se ne ricavava una lavanda, o "acqua d'odore", da usare al mattino della festa soprattutto per lavarvi i bambini. Si riteneva infatti che questa lavanda fosse capace di preservarli dall'invidia, dalle "fatture" e dal "malocchio". La gente dei campi credeva poi che proprio nella notte della vigilia si mutasse in mosto l'umore della vite, e ciò in virtù della potenza della rugiada notturna, o "guazza di San Giovanni": guazza che, raccolta al mattino presto, serviva come farmaco potente per guarire ogni specie di malattie cutanee e, soprattutto, a prevenirle.

da Centro Cultura Popolare

Ostra Vetere: Il “fogarone” della notte della vigilia di San Giovanni

C’era un tempo in cui a Montenovo le tradizioni erano particolarmente praticate da attenti volenterosi e coralmente seguite dalla popolazione. E perdurarono anche dopo che il paese aveva cambiato nome in Ostra Vetere. Così, fino a tutti gli anni Sessanta, gli abitanti del terziere di Porta Pesa non mancavano mai di solennizzare le più importanti ricorrenze religiose, care alla sensibilità della gente: nella vigilia di San Giovanni Battista, nella vigilia dell’Assunta, nella vigilia della Madonna di Loreto e nella vigilia di Santa Lucia erano i ragazzi del terziere che, di buon mattino, andavano in campagna a raccogliere “fascine” di legna da portare sulla piazza di Porta Pesa, vicino alla “pompa”, accatastandole fino a farne una grande pira sotto l’attento occhio dei familiari e parenti. All’imbrunire (d’estate capitava dopo cena) gli abitanti delle vie circostanti si radunavano sulla piazza della Pesa e allora veniva acceso il “fogarone” che bruciava scoppiettando in mezzo al circolo degli astanti. Quando il fuoco diminuiva di intensità e rimaneva ormai solo la brace, erano i ragazzi a far festa girando in tondo attorno al fuoco e poi saltandoci sopra, come prova di coraggio, ma anche con una sottile venatura apotropaica, quasi che il fuoco avesse una sorta di potestà purificatrice e guaritrice da ogni malattia e da ogni malanno. Residui di antichissime concezioni tradizionali popolari, che affondano le radici nella più lontana antichità, addirittura pre-cristiana.

da Centro Cultura Popolare

Ostra Vetere: Il Patrono San Giovanni Battista ci indica la strada giusta

Non ebbe timore, il nostro patrono San Giovanni Battista Precursore, di additare al tiranno Erode Antipa le sue malefatte. Forte del suo potere tirannico, Erode Antipa era figlio di Erode il Grande e della sua quarta moglie, la samaritana Maltace. Fu tetrarca della Galilea e della Perea dal 4 a.C. al 39 d.C.. Il suo regno quindi, come già quello di suo padre, non era completamente indipendente, poiché di fatto dipendeva da Roma. Durante un soggiorno a Roma, Erode Antipa intrecciò una relazione con Erodiade, moglie di suo fratello Erode Filippo; e ripartendo per la Galilea, la portò con sé e la sposò. Il fatto destò scandalo, perchè Erode Antipa era già sposato con la figlia del re Areta IV e inoltre Erodiade era anche sua cognata e la legge mosaica proibiva tali unioni. Come citato anche nei Vangeli, Erode Antipa fece arrestare Giovanni Battista, che nella sua predicazione al popolo rimproverava a Erode Antipa questa illecita relazione con Erodiade: quest'ultima voleva farlo uccidere, ma Erode si opponeva, temendo la reazione popolare e avendo un certo timore reverenziale nei confronti del predicatore. La donna riuscì però a strappare il suo consenso con l'inganno: durante una festa, la figlia di Erodiade, Salomè, si esibì in una danza che piacque molto ad Erode, il quale giurò di darle in premio ciò che ella avesse voluto, "fosse anche la metà del mio regno". La ragazza, istigata dalla madre, chiese che le fosse portata su un piatto d'argento la testa di Giovanni Battista che Erode Antipa aveva già fatto arrestare a Macheronte. Per non venire meno al giuramento fatto davanti ad illustri commensali, Erode Antipa acconsentì e mandò a decapitare Giovanni. Sono passati duemila anni da allora, ma la storia, fatte le debite proporzioni, sembra ripetersi. Il potere politico e giudiziario attuale, come un moderno Erode Antipa, mostra ogni giorno di più la sua protervia in una società senza più ideali e senza più principi, senza più morale, senza più regole. Tutto sembra allontanarsi dalla retta via e tutto degenera in scandali e degenerazioni. Un potere tirannico e senza più vergogna si arroga ogni sorta di tirannia e sacrifica gli innocenti che testimoniano la propria fede. Occorre tornare all’esempio del nostro Patrono e avere il coraggio di additare al popolo le terribili ignominie del potere tirannico e degenerato. La libertà dalla tirannia, l’autonomia dalle prevaricazioni e la giustizia dalle iniquità ci impegnano a seguire l’esempio del nostro Patrono.

da Scelta Popolare

 

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    Di chi è la colpa se il bove è fuggito?
     
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    scelpo 31.08.2012 18:13
    Ma non serve chiudere la stalla quando il bove è fuggito.