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Ancona: Un documento integrativo della nostra storia paesana PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Maggio 2017 16:33

Ancona Un documento integrativo della nostra storia paesanaIl conte Giovanni Bonarelli di Ancona ci trasmette un documento storico di grande rilievo: la patente di nomina a Proconsole inglese di un suo omonimo antenato nel 1691 che di seguito trascriviamo. “IACOBVS * II * DEI GRATIA REX *. NOI DOMENCO FRANCESCO RIZZI Console in quest’Alma Città di Roma, Ciuita Vecchia &c. Per la Natione Inglese eletto in virtù di Reale Priuilegio deL Sereniffimo Rè d'Inghilterra, Scotia, Francia, & Ibernia &c. Con il Regio Exesequatore, e Regie Cancellarie; perche conuiene per seruitio è comodo di detta Natione e per crescere maggiormente il comercio Deputare nella Città di Ancona vn Proconsole per le persone della detta Natione che andaranno e capitaranno in detta Città acciò siano assistiti, e difesi in ogni occorrenza, & informato della Persona sufficienza, e buone qualità del S.r Conte GIOVANNI BONARELLI ci è parso bene elegerlo si come in virtù della presente lo dichiaramo Nostro PROCONSOLE della detta Natione in esso Loco di Ancona comorante, con tutti li honori, lucri, emolumenti, e prerogative, che hanno goduto, e godono li Maggiori Consoli di detta, & altra Natione; In fede di ciò habbiamo la presente sottoscritta di nostra propria mano, e sigillata con il solito sigillo di d.o nostro Consolato. In Roma questo di 10 Maggio 1691. (sigillo) ===Dom.co=Franc.o=Rizzi (sigillo)”. E’ un singolarissimo documento che conferma i rapporti storicamente mantenuti dalla casa comitale anconetana di origine normanna con i regnanti delle nazioni nordiche, fino ai Regni d’Inghilterra, Scozia e Irlanda di Giacomo II Stuart, ultimo monarca cattolico a regnare sui tre regni britannici in un periodo particolarmente turbolento della storia inglese. Il documento, intitolato appunto al Re Giacomo II, è particolarmente interessante perché altri antenati dei conti Bonarelli, di molte generazioni precedenti, possedevano documentatamente altri beni territoriali proprio a Montenovo verso la contrada di San Vito alla metà del Trecento. Qui, infatti, poi risiedettero altri coloni cognominati Torreggiani (ci sono ancora loro eredi a Ostra Vetere), perché provenienti da Torre San Marco, nella feudo della cosiddetta “Ravegnana” a Fratte Rosa, dove altri successori Bonarelli erano stati infeudati dal Duca d’Urbino, che mantenne sempre saldi rapporti con il libero Comune di Montenovo. Qui in paese, infatti, i Montefeltro avevano anche una residenza in quella piazza (ora intitolata a San Giovanni Paolo II, ma un tempo detta “della Volta”) su cui affacciava l’abitazione di loro proprietà e di fronte alla quale avevano giurato “castellania” alcune famiglie di profughi barbaresi incalzati dalle truppe dello scomunicato imperatore ghibellino Federico II nel 1240, all’epoca della gloriosa epopea della “Libertas” montenovese. Il documento riprodotto a lato, seppure non direttamente legato a Montenovo, è tuttavia un documento integrativo della nostra storia paesana.

da Centro Cultura Popolare

 

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