Dall’Italia: Magistratura italiana e il corporativismo scoperto Stampa
Giovedì 09 Settembre 2021 17:47
delle encomiabili eccezioni. E tuttavia la vicenda della recente iniziativa di centinaia di magistrati amministrativi che hanno minacciato di dimettersi e scioperare per scongiurare la approvazione di una riforma del Consiglio di Presidenza, che viene giudicata "normetta truffaldina", impone una riflessione. Ma perché è così importante la composizione di quell’organo e perché centinaia di magistrati amministrativi hanno minacciato di dimettersi e scioperare in caso di sua surrettizia e ingannevole alterazione? Il Consiglio di Presidenza è l’organo di autogoverno della Giustizia Amministrativa che corrisponde al CSM dei giudici ordinari, depositario del compito di assicurarne l’indipendenza. Attualmente la sua composizione prevede un solo membro di diritto - il Presidente del Consiglio di Stato -, 4 magistrati eletti dai Consiglieri di Stato, 6 eletti dai Magistrati dei T.A.R. e 4 membri laici eletti dal Parlamento. L’emendamento presentato per la riforma, approfittando della legislazione in materia di attuazione del PNRR, avrebbe però introdotto due componenti di diritto Consiglieri di Stato, alterando non solo i rapporti tra Consiglieri di Stato e Magistrati dei TAR, ma anche i rapporti tra magistrati amministrativi e membri non togati. I magistrati dei TAR che hanno reagito, impedendo la eccessiva marginalizzazione della componente non togata del Consiglio con funzione di controllo sulla Magistratura, avrebbero perciò rappresentato gli anticorpi al corporativismo. Rimane comunque il dubbio che la lotta interna alla magistratura alimenta il giudizio tranciante di larga parte della stampa che ormai parla di "verminaio giudiziario".

da giustiziagiusta