Reggio Calabria: “giustiziagiusta” sul governatore PDL Giuseppe Scopelliti condannato per abuso d’ufficio e falso Stampa
Mercoledì 04 Aprile 2018 16:12
febbraio 2014 fornì al Tribunale una rappresentazione plastica dei disastri lasciati nelle casse del Comune dall’amministrazione Scopelliti, bacchettata prima ancora che dai giudici penali anche da quelli contabili: “Ci sono state almeno 3 o 4 deliberazioni della Corte dei Conti che attestano come i bilanci del Comune erano falsi”. C’era una situazione disastrosa. – è sempre la requisitoria del processo di primo grado – I bilanci erano frutto di artifici contabili e di falsità perché non rappresentavano quello che c’era nella realtà. Tutti ne erano consapevoli e i revisori dei conti hanno sistematicamente omesso di dire la verità. Due primati ha questo Comune: dissesto finanziario e infiltrazione mafiosa”. Per i magistrati, in sostanza, a Palazzo San Giorgio c’era una vera e propria dittatura della dirigente Orsola Fallara, morta nel 2010 per aver misteriosamente ingerito dell’acido a distanza di poche ore da una conferenza stampa. In quell’incontro con i giornalisti, indetto subito dopo l’avvio dell’inchiesta da parte della Procura, la consulente del Comune si era dichiarata disponibile a fornire tutte le spiegazioni ai pm ma non ha fatto in tempo. La Fallara – si legge nella sentenza di primo grado – “era una perfetta esecutrice di direttive precise che provenivano dal sindaco Scopelliti, che, tramite lei, ha creato un sistema accentrato su se stesso esautorando di fatto tutti coloro che avrebbero potuto ostacolarlo”.  Con la sentenza di oggi, i giudici del Palazzaccio chiudono definitivamente il “caso Fallara” e il processo sui disastri lasciati nei bilanci del Comune di Reggio Calabria dalle giunte guidate da Giuseppe Scopelliti che, dal 2004, vive sotto scorta. Gliel’aveva assegnata la prefettura che non l’ha revocata nemmeno dopo la perquisizione che l’ex sindaco ha subito nel 2016 perché indagato nell’inchiesta antimafia “Mamma Santissima”. Per la Dda è stato il “pupo” nelle mani dell’avvocato Paolo Romeo, l’ex parlamentare del PSDI ritenuto una delle due teste pensanti della ‘ndrangheta reggina. Sarebbe stato Paolo Romeo, assieme alla componente segreta della ‘ndrangheta, ad aver deciso nel 2002 che Scopelliti avrebbe fatto il sindaco affiancandogli assessori come il futuro senatore Antonio Caridi, scarcerato da pochi giorni dopo quasi due anni di carcere per reati di mafia. Il politico ora dovrà costituirsi”.

da giustiziagiusta