Dalle Marche: Intesa con l’Istituto Centrale per il patrimonio immateriale Stampa
Lunedì 21 Giugno 2021 17:55
causa della globalizzazione, della velocizzazione della tecnologia e anche della pandemia, vale a dire la grande tradizione popolare, gli antichi mestieri, i saperi, passando perfino da una tutela e valorizzazione dei dialetti che nelle Marche hanno infinite e diverse sfumature apprezzabili anche solo attraversando la sponda di un fiume. Vogliamo, conservare, tramandare e rilanciare questo patrimonio identitario che specialmente nelle piccole realtà  diventa occasione di approfondimento e crescita”. Così il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, in occasione della sottoscrizione avvenuta oggi con il Direttore dell’Istituto Centrale (ICPI), Leandro Ventura e l’assessore alla Cultura, Giorgia Latini. Come annunciato meno di un mese fa, infatti, si è concretizzato con la stipula il rapporto di collaborazione tra Regione Marche e Ministero della Cultura per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale marchigiano. Rappresenta il frutto di un percorso avviato a gennaio scorso dall’assessore regionale alla Cultura, Giorgia Latini con l’Istituto e finalizzato al riconoscimento di “patrimonio culturale” anche per tutto ciò che riguarda le tradizioni identitarie, storiche e i saperi che opportunamente rivitalizzati, sostanziano il senso di appartenenza ad un territorio e ne rappresentano dei punti di forza per il suo sviluppo sostenibile. “Vogliamo fare una mappatura precisa – ha detto Ventura – a cominciare dalle aree interne e dai centri colpiti dal sisma, perché sappiamo quanto la valorizzazione dei beni immateriali costituisca anche traino di sviluppo e rinascita. Con le Marche e alcune comunità in particolare – Porto S. Giorgio, Pesaro, Fano, Fermo ed altre – abbiamo già stretto rapporti proficui che si stanno concretizzando in eventi e mostre. Questo protocollo, però rappresenta un’ulteriore evoluzione organica delle relazioni e l’inizio di un lavoro comune. Cominceremo da subito con un gruppo di lavoro dedicato”. “E’ primo risultato concreto di una forte volontà di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale – ha detto Giorgia Latini commentando la firma del protocollo – sia attraverso progetti organici e mirati, per esempio a favore dei borghi e nuclei storici come faremo con il progetto MArCHESTORIE, sia una precisa impronta per la valorizzazione multidisciplinare delle tradizioni, leggende, musica, che rappresentano un elemento fondamentale dell’identità delle Marche e contribuiscono alla qualità della vita individuale e collettiva di cittadini e turisti”. Il Protocollo d’intesa è destinato a strutturare un articolato rapporto di collaborazione, volto a sostenere ed implementare la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale marchigiano - anche conservato negli istituti museali - per salvaguardare le testimonianze e la documentazione delle tradizioni identitarie di quelle comunità attraverso il fondamentale ruolo svolto dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura nell’ambito della tutela, salvaguardia, valorizzazione e promozione del patrimonio etnoantropologico italiano. Così come il recente riconoscimento di Fabriano come Città della carta e della filigrana e di Ascoli Piceno e Pioraco come Città della carta (L.R. n. 4/2021) ha consentito di promuovere la valorizzazione della produzione della carta e della filigrana, contribuendo allo sviluppo culturale, turistico e produttivo del territorio. O la realizzazione di mostre come la prossima organizzata a Porto San Giorgio che si inaugurerà il 15 luglio e si intitola “Racconti invisibili”. Tra gli altri adempimenti previsti dall’accordo non meno importante è quello di  sviluppare percorsi di inserimento nelle realtà lavorative e imprenditoriali dei giovani del territorio, con particolare attenzione all’acquisizione di competenze trasversali e alla rivitalizzazione e reinterpretazione dei saperi locali.

da Regione Marche