Santo del giorno 1° settembre: Beata Isabella Cristina Mrad Campos vergine e martire Stampa
Mercoledì 01 Settembre 2021 00:00

Santo del giorno 1° settembre: Beata Isabella Cristina Mrad Campos vergine e martireIsabel Cristina Mrad Campos nasce a Barbacena, in Brasile, il 29 luglio 1962, e respira in famiglia una fede autentica che si traduce in concreti gesti di carità. Papà è presidente della San Vincenzo parrocchiale e sulla sua scia si muove tutta la famiglia e in particolare lei, che se non avrà il tempo per entrare a tutti gli effetti nella “San Vincenzo”, ne vive lo spirito e ne assume lo stile. Per questo a scuola si accorgono che “Cris” (come ama farsi chiamare) ha una spiccata predilezione per i compagni più poveri o con maggiori difficoltà di apprendimento; e in parrocchia constatano che è sempre in prima fila in tutte le occasioni benefiche; e nella San Vincenzo testimoniano la sua disponibilità a farsi carico dei bambini con handicap e si commuovono pensando alla delicatezza e alla premura con cui li imbocca e li pulisce. Cris ha grandi sogni, come ogni giovane, ma forse non è un caso che pensi a un futuro da medico, allenata com’è a prendersi cura dei più deboli. Ha pure un fidanzato, con il quale progetta un futuro di coppia, ma il presente lo vive con lui alla luce del sole, castamente. “Sorridi, Gesù ti ama”, è il suo programma di vita, che cerca di tradurre in pratica con lo sforzo quotidiano. Nell’aprile 1982 si trasferisce a Juíz de Fora per frequentare l’università e, all’inizio, divide l’appartamento con alcune amiche; soltanto alcuni mesi dopo, quando viene raggiunta dal fratello, cerca insieme a lui un alloggio più tranquillo, che favorisca lo studio e che cercano di arredare con il minimo indispensabile. Una cosa, soprattutto, Cris cerca subito nella nuova città: il “Cenacolo”, dove l’Eucaristia è esposta in modo permanente e dove può trascorrere lunghi periodi di adorazione quotidiana. Perché la preghiera personale e la partecipazione all’Eucaristia stanno diventando per lei sempre più determinanti e orientativi per il suo cammino, pur in modo sempre così discreto e talmente privo di ostentazione che familiari e amici se ne accorgeranno e lo annoteranno solo dopo la morte. Il 30 agosto un ragazzo entra nel suo appartamento per il montaggio di un armadio e le rivolge parole oscene e proposte neppure troppo velate, che Cris respinge e puntualmente riferisce sia al fratello che alle amiche, con disappunto e fastidio. Non avendo terminato il montaggio, il ragazzo ritorna nell’appartamento il 1° settembre, ma con ben altre intenzioni. Gliele palesa da subito in modo esplicito, ma trovando il netto rifiuto della ragazza ricorre alle maniere forti, picchiandola brutalmente e legandola, non prima di aver alzato a tutto volume radio e televisione per mimetizzare le invocazioni di aiuto di Cris. La ragazza, in mezzo alle sevizie, sgrana il rosario, utilizzando la coroncina che porta al dito come anello, senza cedere al suo aguzzino, costretto a finirla con quindici coltellate, prima di darsi alla fuga, forse lui stesso terrorizzato per lo scempio compiuto su quel fragile corpo, dimostratosi tuttavia più forte della sua furia omicida. Sul quale, infatti, non è riuscito a prevalere, come dimostrerà l’autopsia, rivelando anche la castità mantenuta nel fidanzamento. La sua è una storia di ordinaria violenza. E di straordinaria resistenza: non tanto o non solo per difendere la sua dignità di donna, ma soprattutto i valori in cui crede e di cui mai ha fatto mistero. La voce del popolo, come sempre, precede il pronunciamento della Chiesa, ritenendo quella ragazza di 20 anni martire e santa al pari di Maria Goretti. In parrocchia e nella diocesi di Mariana, dal giorno dopo la morte, parlano di lei come della “loro” martire e ricorrono volentieri alla sua intercessione, come a quella di una piccola santa. I suoi resti sono stati traslati nella chiesa di Nostra Signora della Pietà a Barbacena, la parrocchia dove aveva ricevuto il Battesimo e la Prima Comunione: davanti alla sua urna, i fedeli pregano come di fronte alle reliquie degli antichi martiri. I giovani soprattutto lasciano su foglietti i loro messaggi: di invocazione, di aiuto, ma anche di ammirazione e di lode per la sua eccezionale testimonianza cristiana. Il nulla osta per la sua causa di beatificazione e canonizzazione risale al 18 novembre 2000. L’inchiesta diocesana, aperta il 26 gennaio 2001 nella diocesi di Mariana, si è conclusa il 1° settembre 2009. La “Positio super martyrio” è stata consegnata nel 2016. Il 27 ottobre 2020, ricevendo in udienza il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, monsignor Marcello Semeraro, papa Francesco ha autorizzato il decreto con cui Isabel Cristina Mrad Campos è stata riconosciuta martire, aprendo la via alla sua beatificazione.

estratto da: http://www.santiebeati.it

da Centro Cultura Popolare